Venerdì 20 Aprile 2018

Biblioteca parrocchiale "Mons. don Antonio Pascale" - 84030 Arenabianca (SA)

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Del tutto priva di aperture, l'attuale facciata è divisa in tre scomparti oriz­zontali, di cui il primo e il terzo di altezza pressoché uguale. Il basamento, caratterizzato da una partitura a bugne rettangolari e concluso da un'aggettante cornice, ospita in posizione leggermente decentrata l'attuale portale d'ingres­so, delineato da antichi stipiti in pietra e sormontato da una piccola cornice. La parte centrale è suddivisa in tre riquadri da quattro lesene il cui slancio è assi­curato da alti piedistalli, a loro volta inglobati m una fascia continua; nel 1980 Antonio Ragone, pittore di Teggiano dipinse nel riquadro centrale l'effigie del­la Madonna di Loreto e nei due riquadri laterali due angeli in volo17, oggi non più visibili a causa di una tinteggiatura, eseguita probabilmente durante i lavori di ristrutturazione dopo il terremoto del 23 novembre 1980. Sui bassi capitelli delle lesene sono impostati la massiccia cornice dal fregio dorico (si notino i triglifi) e l'imponente timpano triangolare delineato da ricche cornici. II timpa­no conclude il tetto a due falde, presumibilmente impostate su un sistema di capriate lignee.campanile

 La difficoltà di prelevare i dati metrici dell'intera facciata attraverso un rilie­vo diretto, ha suggerito l'uso di un metodo indiretto, quello cioè della restitu­zione prospettica: sulla base di un fotogramma opportunamente prodotto e di alcune misure note, e attraverso un procedimento esclusivamente grafico, ba­sato sui principi della geometria proiettiva, è possibile conoscere le dimensio­ni di tutti gli elementi inaccessibili, quali l'altezza della parte centrale della facciata, le distanze tra le lesene (risultate non perfettamente uguali), l'altezza e l'aggetto del tìmpano e delle sue cornici, infine l'altezza globale della facciata stessa.

Per cogliere pienamente le valenze compositive e spaziali della chiesa di Santa Maria di Loreto, i tradizionali grafici mongiani, che restituiscono del­l'opera architettonica immagini assai fedeli dal punto di vista metrico, sono stati integrati da una opportuna rappresentazione assonometrica 'in chiave strut­turale' tale cioè che, pur rigorosa rispetto alle dimensioni reali, liberi spazi e superfici dagli spessori materia e dalla loro opacità, fornendo del manufatto una lettura tridimensionale astratta ed inconsueta rispetto alle rappresentazio­ni tradizionali, poiché ne manifesta la genesi configurativa, le mutue relazioni tra le parti, e tra le parti e il tutto.

Assimilando allora il sistema di volte e coperture del nostro manufatto ad astratte superfici, si può evidenziare con sorprendente immediatezza visiva la struttura geometrica del tempio, le relazioni e proporzioni tra l'aula e le cappel­le laterali, il rapporto tra nuovo e antico, estrapolando così dalla realtà costru­ita una seconda realtà più intima e profonda, che costituisce la vera essenza configurativa degli spazi.

Attraverso una scrupolosa ricerca delle fonti ed una attenta rilettura metri­ca e grafica della chiesa della Madonna di Loreto, è stato dunque possibile riscoprire, al di là delle trasformazioni subite, un piccolo capolavoro di archi­tettura 'minore' e testimoniare al tempo stesso che anche il "dialetto" architettonico, parlando il linguaggio di un'epoca contaminato dal lessico loca­le, ha le sue opere d'arte, meno conosciute rispetto ai grandi monumenti, ma pur sempre di inestimabile valore e bellezza.

Solo una profonda conoscenza del proprio patrimonio artistico e culturale, resa accessibile e divulgata, può sensibilizzare anche i non addetti ai lavori e renderli consapevoli dell'importanza di quel patrimonio, non solo come memo­ria storica, ma soprattutto come componente indispensabile del presente, da valorizzare e salvaguardare dall'attacco del tempo e degli uomini.