Venerdì 20 Luglio 2018

Biblioteca parrocchiale "Mons. don Antonio Pascale" - 84030 Arenabianca (SA)

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La cappella del SS. Sacramento, nucleo originario e vero gioiello della chiesa di Santa Maria di Loreto, è coperta da una volta a botte ribassata e orientata in senso perpendicolare rispetto all'aula. Leggermente distanziato dalla parete di fondo, un altare marmoreo è sormontato da una splendida ancona in legno intarsiato, recante al centro, tra due lesene scanalate con capitelli dorati, la grande icona della Madonna di Loreto, raf6gurata in un ambiente che appare coperto da una volta a botte — quasi a prolungare visivamente la cappella —, e terminante in una nicchia con arco a tutto sesto molto rialzato, che incornicia il volto e il copricapo della Vergine; ai due lati della sacra icona San Giuseppe e Sant'Anna sono dipinti su sagome lignee inserite in nicchie con volte a forma di conchiglia.sssacram

Tutti gli archi di accesso alla cappella sono decentrati rispetto alle relative pareti, nè quello sull'aula è in asse con l'altare, nè gli altri due sono in asse tra loro.

Una decorazione splendida con motivi geometrici e cromatici adorna la vol­ta fino all'ancona lignea, mentre la parte retrostante è semplicemente affrescata; in tal modo, la volta decorata copre un'area della cappella quasi quadrata, si­mulando, anche in virtù del suo disegno, la copertura di uno spazio centrale concluso da una volta sferica. Infatti, da una sorta di fiore a quattro petali, racchiuso in un cerchio centrale dal fondo celeste, si irradiano un ampio riqua­dro lobato di colore arancione e cornici mistilinee concentriche, che giocano sulle forme del quadrato e del cerchio. Tale sparato decorativo, caratterizzato da una simmetria centrale, distribuisce sui due assi della cappella due diversi motivi decorativi: lungo l'asse longitudinale, una composizione di foglie e vo­lute in stucco, interrompendo le cornici mistilinee e la cornice che circoscrive l'intera decorazione, racchiude un riquadro irregolare campito con una quadrettatura gialla e verde; lungo la curva direttrice della volta, in corrispon­denza dell'asse trasversale, si dispongono, invece, dalla chiave all'imposta, una conchiglia, un riquadro ellittico ed un festone, incorniciati da foglie e volute in stucco simili alle precedenti, che spezzano ancora la continuità delle cornici. In tal modo la decorazione della volta lega a sé anche lo spartito inferiore, collo­candosi in asse con gli archi sottostanti, benché da questi separata da una ricca cornice.sssacramento

Il rilievo dell'apparato decorativo della volta ha richiesto la metodica deter­minazione delle coordinate di numerosi punti appartenenti ai piani verticali ideali passanti per i due assi della cappella: individuate sul pavimento le 'tracce geometrali' di tali piani, con l'ausilio di un distanziometro laser è stata misurata l'altezza dei punti significativi della decorazione, determinandone contestual­mente la loro esatta posizione planimetrica.

Durante la fase di restituzione grafica dei dati di rilievo è emerso che la sim­metria assiale come la geometria sottesa all'intera decorazione, non sono così ri­gorose come appaiono, poiché l'intero disegno è stato sapientemente costruito per correggere visivamente le irregolarità metriche dell'originaria abside e offri­re così al visitatore l'immagine di uno spazio armonico e calibrato. La posizio­ne asimmetrica, rispetto al vano della cappella, dei due archi trasversali e il loro sfalsamento sono stati infatti dissimulati con particolari accorgimenti: il fiore e i riquadri centrali sono disposti non esattamente al centro dell'area da decorare, ma in corrispondenza degli archi stessi, ovvero in posizione arretrata rispetto all'ingresso, generando così una leggera contrazione del morivo decorativo; inol­tre, affinchè la sequenza degli elementi decorativi lungo l'asse trasversale si concludesse in corrispondenza della chiave del rispettivo arco sottostante, è stata imposta all'asse stesso, nonché alle due conchiglie, alle due ellissi e ai due festoni, una leggera rotazione intorno al punto centrale dell'intero decoro, accompagnata da una deformazione delle volute in stucco, che si contraggono o si distendono per dissimulare la rotazione stessa e legare insieme gli elementi decorativi dalle cornici fino all'imposta della volta e ai centri degli archi.

Per una corretta rappresentazione degli apparati decorativi, alquanto com­plessi per l'abbondanza e l'apparente libertà delle loro forme, è stato indispen­sabile individuarne la matrice geometrica, ovvero quell'insieme di linee rette e curve che delle singole forme permettono di leggere, al di là della loro esube­ranza visiva, i principi elementari che ne guidano il disegno, le tensioni dinami­che che le generano, le leggi compositive che le proporzionano e armonizzano. A tal fine, sviluppata sul piano la superficie cilindrica e ricostruita quella matri­ce, il nuovo disegno è stato riportato sulla superficie curva della volta e infine proiettato ortogonalmente sui due piani del riferimento mongiano, elaborando­ne così una rigorosa rappresentazione geometrica.

II rilievo di uno spazio architettonico si manifesta allora non come semplice e pedissequa acquisizione e trasposizione di dati metrici, ma piuttosto come lettura e interpretazione critica dell'opera, volte a penetrare l'intima essenza dell'architettura e a rivelarne le verità che si nascondono all'occhio umano, come le leggi compositive, la configurazione geometrica, e ancora le vicende storiche e le trasformazioni nel corso dei secoli.

E proprio grazie all'accurato rilievo della chiesa oggetto del nostro studio è stato infatti possibile cogliere le anomalie rispetto alle tipologie tradizionali, ricostruire le fasi evolutive — anche sulla scorta dei documenti d'archivio —, ipotizzare la struttura originaria.