Venerdì 20 Luglio 2018

Biblioteca parrocchiale "Mons. don Antonio Pascale" - 84030 Arenabianca (SA)

Text Size

Navigazione

L'insolita configurazione spaziale della chiesa della Madonna di Loreto, pri­va di una regola compositiva unitaria, è frutto delle vicende costruttive del manufatto architettonico, che hanno visto l'antico santuario seicentesco inglo­bato, come prima campata, nella nuova e più grande casa parrocchiale.

La trasformazione è evidente se si osserva che l'originano ingresso, dal por­tale in pietra murato sul fianco esterno, è perfettamente in asse con la cappella del SS. Sacramento, che concludeva l'antica aula: il quadro raffigurante la Ma­donna costituiva, allora, il polo visivo verso cui la fuga prospettica guidava lo sguardo del fedele fin dal suo ingresso nel tempio. L'arco trionfale, attraverso il quale si accedeva alla zona sacra con l'icona della Vergine, non coincideva pro­babilmente con l’attuale arco di accesso alla cappella, asimmetrico rispetto al­l'asse della cappella stessa, ma, preceduto da una "piccola balaustrata di pietra di Padula", doveva essere centrato rispetto all'ingresso ed avere forse dimen­sioni maggiori, tanto da qualificare quello spazio come l'abside del santuario. L'arco trionfale era probabilmente affiancato da lesene binate, testimonianza che, non più leggibile nella nuova navata, è invece ancora evidente al di sopra del coro dove, accanto al prolungamento della lesena sottostante, si conserva il troncone di una seconda lesena uguale alla precedente, ma lasciata allo stato grezzo.

I due archi trasversali della cappella del SS. Sacramento, entrambi non cen­trati rispetto alle pareti e, come detto, non in asse tra loro già all'epoca della prima costruzione, testimoniano la presenza di due vani laterali a formare probabilmente una sorta di transetto della chiesa originaria; l'ipotesi sembre­rebbe confermata dalla presenza di una piccola finestra quadrata, aperta sul muro esterno del vano destro ed ora in parte nascosta dall'attuale facciata» che ripropone le caratteristiche delle due finestre ai lati dell'antico portale.

Ad avallare tale supposizione, interviene anche don Castelli che nello Stato del Clero secolare ... del 20 febbraio 1861, descrivendo gli oggetti e gli arredi sacri della chiesa parrocchiale di Arenabianca, testimonia l'esistenza di tre al­tari, quello centrale dedicato al SS. Sacramento con il quadro della Madonna di Loreto, quelli a destra e a sinistra dedicati rispettivamente "all'istessa Vergine" e a San Giuseppe Patriarca. Date le esigue dimensioni dell'ambiente e data la presenza dei due archi trasversali, è possibile ipotizzare che i due altari si tro­vassero proprio in due vani laterali, formando così una sorta di transetto del piccolo santuario.

È difficile dire se i due bracci del transetto fossero uguali, ma con ogni probabilità il vano originario sarebbe quello sulla destra della cappella del SS. Sacramento, sia per le dimensioni, proporzionate alla cappella stessa, sia per la decorazione del soffitto piano e dell'arco terminale, sia infine per la presenza della suindicata finestra, ora murata. Si può supporre allora che il vano a sini­stra, forse un tempo uguale all'altro e coperto anch'esso da un soffitto piano, sia stato demolito per costruirne uno più grande, affinchè vi si potesse accede­re attraverso un arco della nuova aula, delineandosi così una sorta di navata laterale che desse più ampio respiro all'erigendo edificio, tuttavia, solo un sag­gio sulle murature potrebbe confermare o smentire tale affermazione.

È possibile a tal punto ipotizzare per la chiesa seicentesca una configurazio­ne planimetrica a T, a navata unica, con l'ingresso a ovest e l'altare a est (come vuole la tradizionale simbologia cristiana), e il transetto, ma priva di una vera e propria abside, quando nel corso del XIX secolo grazie all'impegno di don Ca­stelli fu deciso di ingrandire la vecchia chiesa, ormai insufficiente a soddisfare le esigenze dei numerosi fedeli, le pareti della nuova aula furono innalzate in­globando i muri dell'ingresso e dell'arco trionfale preesistenti, mentre al fianco destro venne addossata la facciata neoclassica.